Le [m|tr]agiche avventure di Turro-Bu

pubblicato il 01/01/2003

Turro-Bu è un personaggio surreale, forse realmente esistito solo in una (o più) mente perversa.

Le sue Avventure, erano nate in maniera molto estemporanea ed erano rivolte ad un pubblico ben selezionato: non che fosse composto da chissà quali illustri personalità, ma si trattava di colleghi che capivano benissimo chi era Taddeo e chi era il CicloAttivo (no, Anna, non ha a che fare con lo spinning: è peggio!).

Ma poi, grazie a qualcuno che ha fiutato l’affare, ho “allargato il giro dei clienti miei” ed oggi costoro appartengono virtualmente a qualsiasi razza, condizione sociale, religione, censo e cultura (cultura?! Forse ci sarebbe stata meglio l’espressione “cesso e cultura”; anzi, ripensandoci, bastava il cesso). So che a diversi tra coloro che non han vissuto come bruti negli ultimi due/tre anni, le storie narrate parranno fantascienza; a costoro dico: «Amici, scordatevi “Star Trek”, scordatevi anche gli “X-Files”; semmai pensate a “Viaggio allucinante”» perché in effetti, più che al diario di bordo del comandante James T. Kiri, le “Avventure” possono essere paragonate al quaderno degli appunti che un giovane Sigmund Freud riempiva delle sue osservazioni raccolte negli ospedali psichiatrici dell’impero asburgico.

Un'ultima cosa, poi chiudo la mia imitazione di Marco Ghezzi: innanzitutto, per il linguaggio e per le situazioni presentate, l’opera, benché sublime, non si presta ad un pubblico sensibile, perciò mandate a letto i bambini, i cardiopatici ed i deboli di stomaco, fegato, reni e/o vescica (in particolare!).

E adesso, se ci riuscite, divertitevi (almeno voi)….

L'importante è backuppare
Quando un esempio val più di mille parole...

Finalmente la banda larga
Larga la banda, stretta la RAM...

On the [Rail]Road Again
L'Elogio della Follia